LO ZAFFERANO

IL FIORE PREZIOSO DEGLI DEI

Il termine zafferano deriva dal latino safranum che risale sa sua volta dall’arabo zaferan.
Esso non ci aiuta però a definire con esattezza il paese da cui proviene questa spezia.

Nella mitologia greca la nascita di questa pianta è attribuita all’amore ardente di Croco per ninfa Smilace che furono trasformati lui nella pianta dello zafferano e lei in quella sempre verde del tasso, perché gli dei erano contrari a questo grande amore.

Troviamo un altro legame parlando della divinità greca Ermes, consigliere degli innamorati e amante focoso, che utilizzava lo zafferano come spezia afrodisiaca che risveglia il desiderio e l’energia sessuale.

Anche nella mitologia romana lo zafferano è presente con dio Mercurio, protettore dei commerci e dei guadagni, che avendo sbagliato il lancio del disco colpì a morte il suo amico Crocus e fece tingere del suo sangue il fiore della pianta, affinché gli uomini attraverso il colore ed il nome lo ricordassero per sempre.

Come si vede, è attraverso la mitologia che lo zafferano, un fiore veramente unico, inizia un lungo cammino verso noi contemporanei.

Nessuno può dire oggi con certezza dove è comparso per la prima volta lo zafferano.

Sappiamo solo che nel bacino Mediterraneo iniziarono a coltivarlo in modo massiccio dopo l’invasione araba della Spagna nel 961 D.C. e al predominio marittimo dei Saraceni che lo diffusero in molte altre zone dell’Europa mediterranea. Ciò spiega l’universale conoscenza di questa pianta col nome arabo, zaafaran. La Spagna fu uno dei primi paesi a capire che lo zafferano poteva produrre ricchezza e tentò in tutti i modi di conservare il monopolio e la coltivazione.

Furono emanate leggi molto severe, addirittura la prigione o la morte era prevista per chi tentava di esportare i bulbi di zafferano fuori dal paese. Ci riuscì con molta fortuna il padre domenicano Cantucci, inquisitore nella Spagna di Filippo II, che trovò il modo di trafugare nella natia Navelli d’Abruzzo lo zafferano e che da allora è presente in piccole quantità nelle campagne aquilane.

In breve fu proprio un vero trionfo della polvere dorata; i consumi aumentarono e lo zafferano divenne il “re della cucina”, perché il suo sapore, il profumo intenso ed aromatico, le sue proprietà terapeutiche, contribuirono a rallegrare le tavole e a soddisfare i palati più esigenti. Si dice che molti cuochi, quelli che erano riusciti ad esaltare le pietanze con lo zafferano, venissero contesi dalle famiglie patrizie in occasioni di feste e banchetti, perché la spezia contribuiva anche a rallegrare gli invitati mettendoli a loro agio.

Questa spezia è giunta fino a noi grazie ad una catena ininterrotta di coltivatori, viaggiatori e commercianti che, fin dai tempi più antichi hanno fatto conoscere il suo prezioso colore, il suo particolare sapore e le sue proprietà terapeutiche a tutto il mondo. E di un’altra cosa possiamo essere certi, ovvero che la spezia oggi usata nella nostra cucina è la stessa che antichi Egizi, Romani o Greci assaporavano e utilizzavano per la preparazione di pietanze, cosmetici, rimedi medicinali, tinture di tessuti, ecc.

Utilizziamola dunque nella nostra dieta quotidiana per usufruire dei suoi benefici effetti!